VITA DI GALILEO.
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signor Galileo, acciò quivi io potessi go-dere de’sapientissimi suoi colloqui epreziosi ammaestramenti ; c contentando-si questi elle nello studio delle sue operematematiche, alle quali poco avanti iom’eru applicalo, io ricorressi alla vivasua voce per soluzione di quei dubbi edifficoltà che, per fiacchezza del mio in-gegno c per la novità della materia, dinatura fisica, e però non interamentegeometrica, bene spesso io incontrava,accadde che, nella lettura de’Dialoghisopraddetti, arrivando al Trattalo de'moliloculi, dubitai, come pure ad altri eraoccorso, non già della verità del prin-cipio sopra il quale è fonduta l'interascienza del moto accelerato, ma dellanecessità di supporlo come nolo; oud’ioricercandolo di più evidenti conferma-zioni di quel supposto, fui cagione ch'eglinelle vigilie della notte, che allora congran discapito della vita gli erano fa-miliarissime, ne ritrovò la dimostrazionegeometrica meccanica, dcpcndcnte daGai.ii.ko — i. S