LETTERA
Ilipensando circa le cose del moto,nelle quali, per dimostrare gli accidentida me osservati, mi mancava principiototalmente indubitabile da poter porloper assioma, mi son ridotto ad una pro-posizione, la quale Ita molto del natu-rale c dell'evidente, e questa supposta,dimostro poi il resto; cioè gli spazipassati dal moto naturale essere in pro-porzione doppia dei tempi, e per con-seguenza gli spazi passati in tempi egualiessere come i numeri impari ab unitale,e le altre cose. Ed il principio è questo,che il mobile naturale vada crescendo
É