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SULLE MACCHIE SOLARI.
brosc cagionate dalle protezioni dell’om-bre delle montuosità lunari, le quali incomparazione delle parti illuminate nonsono manco nere, che l’inchiostro ri-spetto a questa carta. E questo voglioche sia detto non tanto per contraddiread Apclle, quanto per mostrare comenon è necessario por la materia di essemacchie molto opaca e densa, quale sidee ragionevolmente stimare che sia"ì della luna e degli altri pianeti:ma una densità ed opacità simile aquella di una nugola è bastante, nel*P interporsi tra il sole e noi, a faruna tale oscurità e negrezza. Quantopoi a quello che Apelle in questo luo-go accenna, c che più diffusamentetratta nella seconda epistola, cioè dipoter con quella strada venir in cer-tezza, se Venere e Mercurio facciano leloro revoluzioni sotto, o pur intorno alsole, io mi sono alquanto maravigliatoche non gli sia pervenuto all’orecchie,o, se pur gli è pervenuto, che ei non