DF.L SEMBRAR L’ACQUA EC. 273
La questione proposta da V. S. illu-strissima è, onde avvenga che andandonella stagione caldissima per bagnarsinel nostro fiume d’ Arno, essendosi spo-gliata, e trattenendosi ignuda per qual-che tempo in luogo ombroso in riva alfiume, dove non sente alcuna molestianè di caldo nè di freddo, trattenendosi,come dico, ignuda c all’onfbra, nell’en-trare poi nell’acqua sente notabilissimae quasi insopportabile offesa di freddo ;stata poi per qualche tempo nell' acqua,e assuefatta, per così dire, alla sua tem-perie, va comportando tal freddezza as-sai temperatamente. Uscita poi dell’acquae venuta sulla medesima ripa ombrosa,dove da principio stette in dolce tempe-rie d’ aria, sente ora estremo rigore difreddezza, e tale che l’induce a tremareassai gagliardamente; ma se di li tornaa rigettarsi nell’acqua, sente la tempe-rie il’ un bagno più tosto caldo che al-trimenti, onde la medesima acqua col-l’intervallo di breve tempo se le rap-Galileo. * i. 18