SULLA LONGITUDINE.
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usciti, o sicno per entrare nel cono del*l’ombra. De’quali accidenti, fatti primaavvertiti dall’effemeridi quelli che deb*bono seguire in quella notte, con tornarespesso a replicare l’osservazione incon-treremo precisamente il tempo e l’oradell’evento, lilialmente, circa al quartorequisito, io ho tale misuratore del tem-po che, se si fabbricassero quattro o seidi tali strumenti, e si lasciassero scor-rere, troveremmo (in confermazione dellatoro giustezza) che t tempi da quellimisurati e mostrati, non solamente d’orain ora, ma di giorno in giorno c dimese in mese, non differirebbero tra diloro nè anco d’un minuto secondo, tantouniformemente camminano; orologi ve-ramente pur troppo ammirabili per gliosservatori de’moti c fenomeni celesti:ed è di più la fabbrica di tali strumentischiettissima e semplicissima, c assaimeno Sottoposta alle alterazioni esternedi qualsivoglia altro strumento per similuso ritrovato. Io benissimo so, illustris-