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SU SATURNO.
La S. V. reverendissima ha mantenutoqua i padroni, gli amici e servitori inuna continua fluttuazione ili speranze cdi timore, e pure ancora ne va mante*nendo, se non di venire per fermarsi,almeno per lasciarsi godere per alcunipochi giorni; e sarebbe bene che que-st’ultimo attacco, ch’ella dà nell’ultimalettera scritta al signor Guerrini, nonandasse iti fumo come l’altro che daprincipio dette, che in tutte le maniereella voleva adempiere il desiderio di quae di sè stessa. Di grazia non dia occa-sione d’esser tassata per incostante, eche poco leghino le sue parole.
In difetto di lei è stato condotto allalettura delle matematiche in Pisa il padreD. Vincenzio Renieri genovese, moltomio amico, il quale, siccome sa V. P. re-verendissima, va facendo l’osservazionidi Giove, ed avendogli comunicato nu-mero grandissimo d’osservazioni fatteda me per molti anni passati, ha con-seguito il calculo assai comodamente