SII CA>DOn LUNARE.
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non sieno poste fuori di proposito, maabbjno qualche relazione, ancorché pic-cola, al principale intento. E cosi, peresempio, vile e plebeo meritamente sichiamerebbe quel convito, nel quale man-cassero i cibi e te bevande, priticipalrequisito e necessario, ma non però ilnon mancar di queste lo fa così magni-fico e nobile, che sommamente più nongli arrechino grandezza e nobiltà la va-ghezza dell’egregio e sontuoso apparato,lo splendore de’vasi d’argento e d’oro,che adornando la mensa e le credenzedilettano la vista, i concenti di varie ar-monie, le sceniche rappresentazioni, e ipiacevoli scherzi all’udito così graziosi.La maestà di un poema eroico viensommamente ampliata dalla vaghezza evarietà degli episodi; e Pindaro , prin-cipe de’ lirici, si sublima tanto col di-gredire in maniera dal principale suointento, che è di lodar l’eroe da essocantato, che nel tesser le laudi diquello non consuma la decima, nè auco