SUL CANDOR LUNARE.
Uì
e ancorché nè 1’ etere ambiente, nè iisuo lume scorgiamo, nulladimeno qualepossa essere la diminuzione di quellolo possiamo argomentare dalla diminu-zione di splendore che nel corpo stessodella luna si scorge, mentre, che allalontananza, che è tra il sole e la lunaposta nel quadrato, si aggiugne quellodi più che ella si scosta, passando dalquadrato all’opposizione; c veramentecredo che niuna vista possa esser ba-stante a comprendere lo splendore dellaluna nel quadrato intensivamente mag-giore che nella opposizione, c così illume dell’etere ambiente nella congiun-zione della luna col sole poco scapiterànel ridursi alla quadratura, perchè filial-mente il suo discostamento non è altroche la trentesima parte della distanzatra il sole e la luna postagli in con-giunzione; onde a tal ragguaglio il lumeiu questo luogo potrà diminuirsi per latrentesima parte appena nel venire alquadrato, c tale per conseguenza do-