SUL CANDOR LUNARE.
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dubito che la seconda esperienza vi fa-rebbe mutar parere, e giudicar tuttol’opposito di quello clic la prima vistavi persuase. Cessi per tanto la fede chein questo caso 1* intelletto dee prestaru! senso, ed aggiungiamo di più, chedi due oggetti visibili, ma in grandezzadiseguali, il minore ingombrerà rocchiopiù di luce che il maggiore, ancorchéambedue fossero dell’ istesso splendorein ispezie. Ora notisi che il disco lu-nare vien compreso sotto un angoloacutissimo, avvengachè la sua base nonsottenda più che mezzo grado: ma l’an-golo, che dalla massima divaricazionede’raggi visivi si costituisce nell’occhio,essendo più grande che retto, sottendea più di 90 gradi interi, e questo vienetutto ingombrato dall’aria e piazza lu-minosa della terra, mentre che da vi-cino la rimiriamo. Essendo dunque l’am-piezza di questo grande angolo 200 voltemaggiore dell’altro acuto, che compren-de il disco lunare, maraviglia non dob-Galileo. — i. 89