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Scritti vari di Galileo Galilei / Galileo Galilei ; ordinati da Augusto Conti
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SUL CANDOR USARE.

invisibili, tuttavia reggiamo che di talipiccolissime, congiuntene gran numeroinsieme, finalmente non formano altroche una piccola piazzetta poco lumi-nosa, che gli astronomi passati chiama-rono col nome di stelle nebulose ; etanto basti per risposta alla secondaistanza dell acuto signor Liceti.

E, venendo alla terza, senta lA. V. S.<1 nello che lautore scrive conseguente- mente sino alle parole: Prceterca, veltpse Cl. Gal'lcuSj dum aliam opinio-ne eie. Qui, se egli è lecito liberamenteparlare, non bene resto capace dei mo-tivi, per i quali il signor Liceti inferi-sce che, posto che il candor della lunaderivasse dal reflesso del lume terreno,ei dovesse esser più illustre nel mezzodella sua faccia oscura che nel rima-nente verso lestremo margine; e men-tre adduce per ragione di questo il ri-cever le parti di mezzo più lume dallaterra, c lo sfuggire il medesimo lumedal margine estremo spargendosi nel-