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PARTE IL
Ha rubati a Savona i pregi suoi ?
Elia ti piange, e piangerà mai sempre,
E s’ acqua non avrà , che fuor dagli occhiSparga a bastanza , pregherà Sebeto ,
Che a lei ne venga liberai ; Sebeto ,
Che ti vide morir tra le sue riveNel casto grembo della Donna amata.
Che può ricchezza e gioventù ? son polveNostre speranze : io lacrimando scrissiAmaramente queste note , e pregoOgni Anima gentil, che amaramenteNon meno lagriinando anco le legga.
XXV.
Per il Sig. Giambattista Feo.
Uomo non è, che pervenuto a morteNon possa raccontar della sua vitaLunghi travagli. 11 Cavaliev di Marte Dirà le piaghe, e lo splendor de’ brandi ,
Ed il suou delle trombe: il condennatoNelle gran Reggie ad inchinar le frontiDe’ Re scettrati , narrerà le frodi,
Le lunghe invidie, ed i sofferti affanniInfra le schiere de’ bugiardi amici.
1°, che mi vissi in su spalmate prore,Potrei rappresentar Bombii facciaOel mare irato , ed i rabbiosi sdegniL d’Austro e di Boote . Anni cinquantaComandai su galere a buon nocchieri:
Dal gran Pe) 0 ro all’Atlautee colonne
Non sorge monte a gli occhi miei non noto,
f^gli ampj g 0 ]f| veleggiai più volte:
D’ogni nube, che in Ciel fosse raccolta ,