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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE II. 225

Tutto altro è nulla : se notar suoi pregiFosse opportuno, fora poco il sassoDi questa Tomba : quel che già scriveaDo Stagnila, e che scrivea Platone ,

Fu gentile tesor della sua mente ;

E per dolce compagno ebbe Archimede.

men colse T onor delle ghirlande ,

Che intrecciano le Ninfe in sul Permesso.

Al fin se sollevando allo da terraFermò l orecchie ad ascoltare il canto ,

Che già sacraro di Sion ne i Regi,

E sul Libano pose il suo Permesso.

Felice lui, che della lunga elade

Non fece , come suolsi un vulgar sonno,

Ma veramente egli la visse. LibinoDi lui s onori , o Passaggitro ,

XXVIII.

sii sig. Sperone Speroni .

Umano ingegno non mai scorse InvidiaCon più veneno di viperei sguardi ,

Che il grande ingegno di Sperou. maiFu calpestata per ingegno umanoNemica Invidia con valor più grande,

Che per lingegno di Speron. Ben degnoFu, clic vivendo T ammirasse Italia ,

Come suo pregio , e che oggi morto il pianga,Con dolore immortai, come suo pregioDegno è non manco. Può vantarsi Grecia Di molti chiari; ma se Italia prendeVanto a volerai dar di costui solo ,

Senza contrasto , abbatterà quei molti.

E se lo soffra Grecia . Ultra ottant auniChiabrera y 0 l, li, i5