228 RIME DEL CllUBREnA.
Dunque giojoso
A te consacro i versi,
A te , che di Trebbian nettare versi,Dio pampinoso ,
Per cui lieta si avanzaNe’ miseri speranza.
Son io sentito !
Mal vive uom , che non beve :
Su , su rechesi via , rechesi neve.
Io tutti invito ,
Beviam , cbe non è riaUna gentil follia.
II.
Lodasi la Vendemmia ,
Parmi, caro Pizzardo,
L’Autunno a venir tardo ,
Con tal desio 1’ aspetto ;
E tanta smania in pettoHo di torre alle vitiGli acini coloriti :
Venturose gioruateA ragion desiate ;
Veder chiome canute ,
E fresca gioventuteGir per la Vigna intorno,
E come s’ alza il giorno1 coltelli arrotare,
E i grappoli tagliare.
Alcuno è, cbe racconciaLa pulita bigoncia ;
Chi buon graticci appresta ;
Altri riponsi in testa