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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE II.

Ma lei, che m arde, e struggeNulla fermar poss io.

Or tu verso il ruscel corri , Tanagro,

Ove ella siede con superbia tanta ;

Lille , che se io non son qual Meleagro ,Ella ,certo non è qualAtalanta :

Ma spargasi d obblio

Cria d oro, eburnea man , guancia di roseMie vaghezze amoroseSian puro vin di Scio ;

O quel, che Omero suol chiamar Prannio.

.V.

Le querce pianti chi non teme orroreDi mar, che spumi , e ferva ,

L ulivo di MinervaNudra in sassosa parteChi dalle dotte carteAma ritrarre onore :

Ed io la vite su gli arsicci monti ,

Che di grappi acinosi il palo aggravi ,

Onde poscia in cristal corrano fontiPer P altrui lingua più che mel soavi.

Bacco dogni piacer volge le chiavi,

Fondator di speranze,

Rallegrator di danze ,

Disgombrator d omei :

Quinci de peosier mieiIl vo gridar Signore.

VI.

L Fdr le sele *

cult, che piugì trapunto adorno,