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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE IT.

È Cuoco desiato il buon Vulcano ;

Ma .pur è Bacco -via più nubi! loco »

Perchè seco ha lo scherzo, e seco il gioco.

XV.

Quest ambrosia del c.iel, che in Jerra vinoPer uom sappella, vien dal gran Vesevo,Caro, e da riverirsi peregrino :

Col bicchier primo ogni tristezza ohblio:

E se a lui torno , ed il secondo io bevo,Batto , sa di che, ride il cor mio ;

E dove il terzo non tralascio addietro,

Non ha, che io non le spezzi, arme il dolore:Deh chi tre volte dunque il nobil .vetroMen reca pieno, or che m affligge Amore ?

XVI.

Di questa Greca Vite il caldo orgoglio ,

Bacco, non pavento io, s'ei mi minaccia;

E se ro annebbia il guardo , arde la faccia ,E rigonfia le vene, io non men doglio :

Sol negli assalti suoi Bacco desio,

Cb ei nel mio petto non rinversi ohblio.Bacco, di due begli occhi io pensar voglio.

XVII.

In

1 JPMil terso cristal profondo e largoTrovo io per ogni mal Lete , e letargoj ^ e 'lauro TrebbianoI Toschi fiaschi , o Gelopea, son voti.Versa del grande Ispano;

Ma la che dAppenniu gelo vi noti :