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PARTE IT.
È Cuoco desiato il buon Vulcano ;
Ma .pur è Bacco -via più nubi! loco »
Perchè seco ha lo scherzo, e seco il gioco.
XV.
Quest’ ambrosia del c.iel, che in Jerra vinoPer uom s’appella, vien dal gran Vesevo,Caro, e da riverirsi peregrino :
Col bicchier primo ogni tristezza ohblio:
E se a lui torno , ed il secondo io bevo,Batto , nè sa di che, ride il cor mio ;
E dove il terzo non tralascio addietro,
Non ha, che io non le spezzi, arme il dolore:Deh chi tre volte dunque il nobil .vetroMen reca pieno, or che m’ affligge Amore ?
XVI.
Di questa Greca Vite il caldo orgoglio ,
Bacco, non pavento io, s'ei mi minaccia;
E se ro’ annebbia il guardo , arde la faccia ,E rigonfia le vene, io non men doglio :
Sol negli assalti suoi Bacco desio,
Cb’ ei nel mio petto non rinversi ohblio.Bacco, di due begli occhi io pensar voglio.
XVII.
In
1 JPMil terso cristal profondo e largoTrovo io per ogni mal Lete , e letargoj ^ e 'l’auro TrebbianoI Toschi fiaschi , o Gelopea, son voti.Versa del grande Ispano;
Ma la che d’Appenniu gelo vi noti :