234 RIME DEX CnUBRERA.
Ma che nel bel cristal rida spumante,
Ma che il vaso colmando indi trabocchi,Ma che Ninfa di fonte oggi noi tocchi.
XII.
Nè di quel che sì dolce Ischia matura
In questa coppa d’or, vo' che tu spanda,Nè di quel che sì bravo Iberia mandaUn botticelle; 0 Gelopea pon cura:
Ha dipinta di lauro una corona ,
Ed ivi dentro leggerai Savona :
Di questo unqua il pensier non m’abbandonaQuesto è il nettare mio , che ad ogni sorsoSoave sulla lingua imprime un morso.
XIII.
Ha di rubini in sì vermiglio umoreBacco le grazie d’ogni grazia chiuse ,
Ed ogni grazia dell’Aonie Muse :
10 l’arse labbra, e l’anelante core,
Or che il Sol fiammeggiando in alto poggiaVo’ rinfrescar di così nobil pioggia;
Poi vo’, che tuoni il Ciel di questa loggia ,Ove tanto vi vidi occhi lucenti ,
Al rimbombar de’ miei focosi accenti.
XIY.
Miro , che i lidi tutti or son nevosi ,
Ardi del bosco, e qui le fiamme accresci ;
11 selvoso Appennin fors’è lontano?
E tu fra’ mosti per vigor famosiReca il fumoso di Sicilia , e mesci ;