Buch 
2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
Entstehung
Seite
237
JPEG-Download
 

parte IL

287

XX.

Tosto che per le vene erra ondeggiandoDalle bell uve il sangue ,

Mio cor , che per se langue,Riugiovenisce ed ama ;

meno Euterpe chiamaAd arpeggiar cantando.

Ed or di quel, che Firenze estima,Versai , ben largo , ad irrigare il petto ,Tal che dal lieto cor se n esce in rimaPer le labbra gioconde ogni mio detto.

Pilli, con aurea cetra oggi t aspetto :

Deh vieni ad udir , comeLodar, so delle chiomeIl singoiar tesoro ,

E gli occhi , onci'io mi moroMirando, e desiando.

XXL

Se tuoi begli occhi vaghi,

Filli , han da celebrarsi ,

Miei labbri orridi ed arsi

Tua biauca man d'almo licore appaghi.

Qui dove spargon ombra e viti ed olmi ,Ove più col ruscel Zefiro fischia ,

^ e ea tre vasi inghirlandati, e colmi^ e l vin , che onora Pausilippo ed Ischia .

E se ti cal , che vaghiPer l Eliconie cimeIl suon delle mie rime,

Sieno i bei vasi pelaghelti e laghi.