846 RIME DEL ClIlABRERA.
E di bei faggi bea tessute frondeIl tolgono di Febo a’ raggi sparsi :
Bel sia , ma per mirarsi,
E non già per mia sete :
Najadi, il pur dirò, voi mi spiaceteSenza il buon Bassareo.
XLI.
Che per la fredda stagione è da hevere.
Gonfio le gote
Sorge Aquilon sdegnoso,
E con spirti di neve il bosco ombrosoAspro percote,
E va torbido e reoSul Regno di Nereo .
In gioghi alpini
Non segna orma destriero,
Nè si arrischia d’ arar cauto NocchieroCampi marini,
Mal vuol rinchiuso in portoDal buon Leneo conforto.
Al crudo verno
Moviam dolce battaglia ,
Facciasi distillar mosto di Taglia ,
Più buon Falerno :
Ciascun si rechi in manoGran tazza di Murano .
L’anno d’intorno
Sen va con vario stile ;
Quinci a poco vedrem 1’ amato Aprile,Aprile adorno ,
E liberal de’fiori:
Or versa vino, 0 Glori.