PARTE II.
XXXIX.
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Che non prezza altro mestiere, che quellodel becere.
Nobile Cavalier, vago d’alloro,
Mette in resta la lancia, e vuol provarsiIn sul campo Germano :
D’altra parte coloro,
Che amano senza piaga incoronarsi,Cercano toga sotto il ciel Romano.Nocchier, che d’arricchirsi arde e sfavilla ,Nel mar d’Atlanle volcnlier s’ingolfa :
10 sprono a tutta briglia in ver la Tolfa,Là dove Bassareo manna distilla.
O stolti , il tanto faticar che giova ?
Fumo è la gloria , ed a natura bastaAssai poco tesoro :
In se l’uomo ritrova
11 suo ben , se per se noi si contrasta ;Che son nostri desir nostro martoro.
XL.
Che non gode dell' acque .
Non cosi chiari Alfeo vPorta al mar suoi tesori,
E men sì chiari quel che i primi allori'Vide borir Peneo.
Questo pu ro rusce l rivolge argento ,
L per lo fresco delle verdi spondeI lassi pevegrin chiama a posarsi :
Ei se rincrespa al trasvolar del vento,
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