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RIME DEL ClIIABRERA.
XJLIV.
Si attiene a bevere.
Allor che in gioventuteD’ una fresca virtuteFioriano i miei ginocchi ,
E mi splendea negli occhiUn grazioso lume,
Era di mio costumeSpiare , ove più belleSchiere di DamigelleGuidassero caroleA bel suon di viole :Sciocchezza ! ma sciocchezza ,Che insegna giovinezza.
Ora tempo è venuto ,
Che sotto il crin canutoLa vista mi s* invecchia ,
Ed è sorda l’orecchia ;
E tremo, e spesso caggioS’io fo lungo viaggio.
Adunque il mio danzareÈ starsi al focolareCarco di secco bosco,
E schermirsi dal foscoE gelido Febbrajo ;
E se freme rovajo,
Comandare a Siringa *
Che del migliore attinga ,
Rosso , ma di rubino ;
Dolce, ma cotognino.