PARTE II.
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XLV.
'Al Sig. Jacopo Cicognini.
Invitalo con promessa di buoni vini.
0 Cicognino , o caroDella bionda Taiia,
Qui ne vien, dove chiaroMormorando ruscello al mar s’invia :Vedrai su piagge erboseLe Driadi fiorite,
E su rive arenoseLe volubili ninfe d’Anfitrite ;
E con note amorose
Sfogare i suoi dolori
Zefiro vago , e sospirare a dori.
Qui non di gemme aspersaOpra di nobil mano,
Ma lucida, ma tersa
Tazza t‘ appresto , ed è cristallo Ispano :
Di vin qual ambra puro,
Voglio io eh’ ella trabocchi,
Che dolce , che maturo ,
Tosto, che il versi ti s’ avventa agli occhi jI grappoli suoi furoDella vendemmia egregia,
Onde in Toscana Gimignan si pregia.
Forse gioconde e liete
Finn tue labbra non meno ,
Se spegnerai la sete
Col mosto peregrin che manda il Reno :Ma se per avventuraAlle tue Yene accese