255 RIME DEL CuiABRBRA. J'
Pampinoso ; ’ i
Ecco movo i passi erranti ,
E di nebride coperto,
Nel deserto
Vo’ cantar fra le Baccanti.
Evio ancor non era nato,
Che infiammatoGiove orribile scendea,
E dell’ alle fiamme acccnsc
Arse e speuse
L’ alma Vergine Cadmea.
Di qui l’inclito fanciullo,
Che trastullo
Pur nou nato ebbe di fiamma,
Se con altri o scherza , o giuoca ,
Ei l’infoca ,
E lo fulmina , e l’infiamma :
Ma se il Mondo ha schifo il coreDi furore ,
Di Niseo 1’ orme abbandoni, x
Che io per me vo’ che le veneMi sian piene
E di turbini, e di tuoni. .;C
Su di Tirso arma la mano, ™
Gran Tebano ,
Sgombra il vulgo a me davanti :
Su , che il sangue or ferve, e spuma ,
E m’impiuma
Le parole, ond’ io ti canti.
Ma com’ è , eh’ or io rimi 1 ’ 1 ,
Che si giri
Per lo cielo un doppio Sole ?
Mugghia l’aria, e seco insieme11 mar freme
Più feroce, che non suole, j
si