PARTE II. 277
Non ti dolse di lui, di cui la sorteOgni più dura rupe , ogni montagnaA grand' onta di te piagne si forte ?
Melibeo
Odi crudel , come per lui si lagna ,
Come incolpando te, traggono guaiOgni fiume, ogni bosco , ogni campagna.
Dafne
Or se il pregio dell’Arno amasti mai,
E se pregi virtute » o peregrino »
Un sì caro sepolcro onorerai.
Melibeo ,
Spargi croco , Viole , e gelsomino ,
Che non vedrai pastor tanto gentile »
Nè da lontano mai, nè da vicino.
Dafne
Se Lupo depredava il nostro ovile ,
Tirsi dava ristoro alle sventure ,
Che l’altrui pianto non aveva a vile.
Melibeo
Se tempesta offendea 1' uve mature ,
Sempre le nostre lagrime doglioseDel soccorso di Tirsi eran sicure.
Dafne
Qual fra la ruta mammole odoroseEra Tirsi fra gli altri in questa riva»
Ma troppo tosto Morte il ci nascose.
Melibeo
vnal f ra s t a g n i a mirar fontana viva
Era Tirsi fra gli altri in questa piaggia *a tt- oppo tosto n’è rimasta priva.
T . . Mopso
imputo rivo , che da monte caggia ,spruzzando i Q più zampilli il puro argentorer solitaria via d’ ombra selvaggia ,