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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE II. 277

Dafne

Non ti dolse di lui, di cui la sorteOgni più dura rupe , ogni montagnaA grand' onta di te piagne si forte ?

Melibeo

Odi crudel , come per lui si lagna ,

Come incolpando te, traggono guaiOgni fiume, ogni bosco , ogni campagna.

Dafne

Or se il pregio dellArno amasti mai,

E se pregi virtute » o peregrino »

Un caro sepolcro onorerai.

Melibeo ,

Spargi croco , Viole , e gelsomino ,

Che non vedrai pastor tanto gentile »

da lontano mai, da vicino.

Dafne

Se Lupo depredava il nostro ovile ,

Tirsi dava ristoro alle sventure ,

Che laltrui pianto non aveva a vile.

Melibeo

Se tempesta offendea 1' uve mature ,

Sempre le nostre lagrime doglioseDel soccorso di Tirsi eran sicure.

Dafne

Qual fra la ruta mammole odoroseEra Tirsi fra gli altri in questa riva»

Ma troppo tosto Morte il ci nascose.

Melibeo

vnal f ra s t a g n i a mirar fontana viva

Era Tirsi fra gli altri in questa piaggia *a tt- oppo tosto nè rimasta priva.

T . . Mopso

imputo rivo , che da monte caggia ,spruzzando i Q più zampilli il puro argentorer solitaria via d ombra selvaggia ,