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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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284 KlME DEL ChIABREHA.

Il vulgo , che mi mira andar col guardoRivolto a terra , e colle labbra mute ,

Ride, che io mi dimagro: io non per tantoRido de risi popolari : ha forseTesta la plebe, ove si chiuda in veceDi senno , altro che nebbia ? o forma voce,Che sia più saggia, che un bebù darmento 7Lodo ben io, che le vaghezze umaneAggian misura, e di qui spesso io tornoDella bella Fireuze agli alti alberghi ,

E qui depongo i pensier gravi , e svioMe dal Parnaso, e quei diletti colgo,

Per cui su Pinc}o a risalir sia forte.

Rimiro del Bronzin finti sembiantiFar scorno a i veri : odo celeste voceDi Francesca bear gli spirti in terra ;

Scorgo le Tempe ; e uel mirabil PittiIl giardin dell Esperidi ; talmente ,

Giuseppe, di mia vita il corso alterno:

Non mai stancarsi in procacciar dilettiE vivendo morir, ma daltra parteViver la vita è viver con conforto.

IL

Al sig. Pier Giuseppe Giustiniani.

Giustiniani , a cui mio buon destinoMi fece amico, le parole ascolta ,

Che senza pompa di parlar Toscano ,

Io muovo a farti : qui dappresso il mareSovra uno scoglio io fabbricai palagio,

Di cui lampiezza venticinque bracciaForse consuma : è ver eh ei si nascondeAl crudo Borea, e si discuopre afiati