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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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2gO RIME DEC CniABRERA.

0 palagi, soggiorno non d'Astrea,

Ma di calamità : per quella parteCorre la vedovella , a cui vien toltaL insidiata dote ; e per quest altraNe conduce i pupilli il buon TutoreA dimandar mercè contro i Potenti.

Qui piange Pietro , a cui sentenza avversaHa rotto il collo ; e trionfa Marco ,

Che la borsa empierà d aurea moneta.Rimiransi apparir gravi AvvocatiCon codazzo di gente , e siede in altoIl Giudice a veder , qual Radamauto,

0 qual Minosso : egli la fronte increspaTutto accigliato ; non rivolge il guardo ,Salvo severo ; e se d udir s annoja ,

La maestà del volto ei non scompone,

Ma colla man fa segno : io non so poiPur di quella sua man ciò che facesse,

Ben lusingato in solitaria stanza ,

Che al fin la mano è per pigliar : dirai,Drago geutil , che la mia penna è tintaDi scuro fiel ; così mi versi ClioLargamente la fonte di Parnaso ,

Come io del biasmo altrui non mi rallegro.Alto cortese è perdonare : io mossiA favellar di liti , e palagiPer dar chiara corona a quei Gentili ,

Che sanno quivi consolar gli afflitti :

£ fra tutti costor tu non risplendiMen che piropo , e non per tanto alcunoSul viso ti dirà , come è sciocchezzaNon pescar nel gran fiume della Piata.

Ma non abbandonar la bella impresa,

E fatti sordo a Consiglici malvagi.

Mortai ricchezza a mille rischi esponsi,