2gO RIME DEC CniABRERA.
0 palagi, soggiorno non d'Astrea,
Ma di calamità : per quella parteCorre la vedovella , a cui vien toltaL’ insidiata dote ; e per quest’ altraNe conduce i pupilli il buon TutoreA dimandar mercè contro i Potenti.
Qui piange Pietro , a cui sentenza avversaHa rotto il collo ; e là trionfa Marco ,
Che la borsa empierà d’ aurea moneta.Rimiransi apparir gravi AvvocatiCon codazzo di gente , e siede in altoIl Giudice a veder , qual Radamauto,
0 qual Minosso : egli la fronte increspaTutto accigliato ; non rivolge il guardo ,Salvo severo ; e se d’ udir s’ annoja ,
La maestà del volto ei non scompone,
Ma colla man fa segno : io non so poiPur di quella sua man ciò che facesse,
Ben lusingato in solitaria stanza ,
Che al fin la mano è per pigliar : dirai,Drago geutil , che la mia penna è tintaDi scuro fiel ; così mi versi ClioLargamente la fonte di Parnaso ,
Come io del biasmo altrui non mi rallegro.Alto cortese è perdonare : io mossiA favellar di liti , e dì palagiPer dar chiara corona a quei Gentili ,
Che sanno quivi consolar gli afflitti :
£ fra tutti costor tu non risplendiMen che piropo , e non per tanto alcunoSul viso ti dirà , come è sciocchezzaNon pescar nel gran fiume della Piata.
Ma non abbandonar la bella impresa,
E fatti sordo a’ Consiglici’ malvagi.
Mortai ricchezza a mille rischi esponsi,