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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE II. ^ 289

E quando cadde a morte il fier Sisara ,

Per destra femminil , Debora sorse,

E detto per Jahel versi di gloriaAlteramente ; arte notai s apprendeDelle veraci Muse entro la scuola.

E lo sai tu , che alle stagion non gravi ,Godendo il nobil ozio , alzasti esempioDi chiaro canto a' più leggiadri ingegni,

O te ben nato ! per altrui virtuteGià facesti sentirti altero Ciguo ,

Ed or faran sentirsi alteri CigniEer alto pregio di tua gran virtude.

Deh qual possanza mi ritorna agli anni ,

Ed al vigor della fiorita etate ?

Dove sei, dove , o gioventute alata ?

Questo era tempo da stancar la cetraDell obblìo vincitrice , e far che al CieloVolassero giocondi inni Dircei.

Or mi doma vecchiezza , e tra le veneSento correre un gelo , onde a gran peuaPer basso favellar muovo la lingua ,

son Signor, salvo di fiochi accenti.

V.

Al sig . Agostino Drago.

Drago , che fra solenni tribunali,

Ove lo stato nostro è sempre in forse,Meni la vita tua , come nocchieroIn mezzo allOcean, che sempre muggtna ,Dimmi sulla tua fe : giammai li pren ePietate alcuna della nostra etade ?

Duolti di noi, quando per 1 ampie saleCorre la gente di se stessa in bando .

Cìnabrera Vol. Il, *9