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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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2gz RIME DEL ChIABRERA.

E fece un salto. Io nel mio cor dicendo :

I3ela guarda qual Plutarco , o qual Platone Ho ritrovato per la via di Roma ?

Indi meco medesmo io ripensai ,

Come sono quaggiù nostri desiriI nostri manigoldi. Io son ben certo,

O Iìorzon , che la fiera di Piacenza ,

E di Nove , e di Massa altri decretiA suoi propone , e ohe 1 aver tesoroTocca , secondo lor, 1ultima meta,

Ma che ? f oro non passa oltra il sepolcro ;Molli qui sulla terra abbraccian ombre:Gracchi il Mondo a sua posta, fortunatoQuaggiuso è 1 uomo di virtude amico.

VII.

Al sig. Bernardo Castelli.

Castello, se giammai co tuoi pennelli,

Onde onori le tele, a mostrar prendiQual sia la guerra, non ti venga in menteDonna rappresentar , quantunque fiera,Quantunque cruda , quelle teste orrendeCittadine di Lerna , e gli spaventi,

Che fecero sudar Bellerofonte ,

Dipingi in carte; ah che fian poco. Un mostro,In cui regni il furor di cento mostriHai da mostrar ; non prima cinge il fianco.Qual sia guidon di rugginosa spada ,

prima sul cappel ficca una piuma,

Ch ei sa giurar la fe di Cavaliere.

Ma cotal Cavalier, non è bestemmia ,

Che ad onta del grau Dio del Paradiso,

Che in dispregio de Santi, egli non abbia