2gz RIME DEL ChIABRERA.
E fece un salto. Io nel mio cor dicendo :
I3ela guarda qual Plutarco , o qual Platone Ho ritrovato per la via di Roma ?
Indi meco medesmo io ripensai ,
Come sono quaggiù nostri desiriI nostri manigoldi. Io son ben certo,
O Iìorzon , che la fiera di Piacenza ,
E di Nove , e di Massa altri decretiA’ suoi propone , e ohe 1’ aver tesoroTocca , secondo lor, 1’ultima meta,
Ma che ? f oro non passa oltra il sepolcro ;Molli qui sulla terra abbraccian ombre:Gracchi il Mondo a sua posta, fortunatoQuaggiuso è 1’ uomo di virtude amico.
VII.
Al sig. Bernardo Castelli.
Castello, se giammai co’ tuoi pennelli,
Onde onori le tele, a mostrar prendiQual sia la guerra, non ti venga in menteDonna rappresentar , quantunque fiera,Quantunque cruda , quelle teste orrendeCittadine di Lerna , e gli spaventi,
Che fecero sudar Bellerofonte ,
Dipingi in carte; ah che fian poco. Un mostro,In cui regni il furor di cento mostriHai da mostrar ; non prima cinge il fianco.Qual sia guidon di rugginosa spada ,
Nè prima sul cappel ficca una piuma,
Ch’ ei sa giurar la fe di Cavaliere.
Ma cotal Cavalier, non è bestemmia ,
Che ad onta del grau Dio del Paradiso,
Che in dispregio de’ Santi, egli non abbia