parte II. . 2g3
Ad una ad una , ad ora ad ora in bocca.
Le spoglie , di che pensa ornar la patriaSon sacri arnesi d’ oltraggiati AltariPur con sua destra ; i prigiomer legati ,
Che devono far pompa al suo trionfo ,
Sono orfanelli di sforzale madri ,
Nell’ amiche città : pi’edare i campi,
Arder le terre, abbandonar l’insegne,
Truffar le paghe ò guerreggiar moderno.
Ed bassi da sperar con queste squadreSoltrar Sion dal dispietato giogo ?
Gerusalem far franca? Aprire i varchiPer adorar la sacrosanta tomba ?
Malnate fasce , e scellerate culle ,
Infame età. Ma non voglio io , Bernardo,Uscir dall’ alma Tebe , e far dimoraCol celebrato latratore in Paro ;
Però dimmi, che fai ? come ne meniDi Luglio arsiccio le giornate odiose?
Godi della tua villa i gioghi espostiAl trasvolar de’zefiri? se crediA vecchio amico , che non vide i fogliMai di Galeno , in guisa tal vivrai.
Come semini fior la vaga Aurora,
Tu lascia i lini, e vesti i panni , e posciaA passo lento va cercando i monti ,lofio che alquanto ti riscaldi ; ed indiSu logge fresche ti riposa a mensa ,
’ rn ;' 1 parcamente , adopra il dente ; ^p., 1 chiaro, e che non fumi, irriga>u iberale , e più cortese il petto :
J muci f* adagia , e di non lungo sonnoezzeggia il capo ; e prega , che a tue cigli*n papavero presti Endimione .
Come la cicalelta ha posto fine