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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE TI. 2q5

Val sangue il grano, indi ecco correr voceVele , vascelli, di Sicilia naviVengono in poppa: in quel momento viliFansi le biade ; il Granatiu simpicca,

E di giorno e di notte il forno coce ,

Ed il popolo fa sue gozzoviglie.

Quale appunto oggidì miriamo il mondo,

Tale uscì dalla man del Mastro eterno,Ciascun paese avea di che pregiarsi,

Di che lagnarsi infimo allora : o bellaSchiera Piudo, elle trovavo un oro ,

Onde diedero nome agli anni antichi,

Con gran consiglio : in quei febei mesiEran di biondo mel carche le selve,

E per gli aperti campi ivano i rivi,

Altri di puro latte, altri di vinoSfavillante , allegrator de cori.

Le pecorelle si vedean sul tergoTinger le lane , e colorirsi d ostroPer loxo stesse ; degli aratri il nomeNon era noto , che cortesi i solchiPorgeano in dono al Contadiu la messe,

E rifiuto facean di sua fatica :

Ma per quella stagion vedeasi in terraLalma Giustizia, e di caudor velata.

La Fede pura, e la dimessa in vista,

E dell altrui dolor schifa Pietate.

Quando poi sorse il minaccioso Oltraggio ,

E 1 Ira , e la si pronta a dar di pigliora noi Rapina , e che lascivo arcieroosse battaglia a mal guardati letti° s acciaio Garzon di Citerea ,

u ito il mondo e ]jj je a can gìar sembianza,suo ' bronzo, il ciel venne dacciaro,

J?e vedersi la Fame, e la ria Febbre