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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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2g4 rime del Chiabrera.

A sue canzoni, tu discendi al piano ;

Fa cammin breve , indi ritorna, e cena.

Al fin , come nel ciel faccia sue chiomeEspero sfavillar, trova le piume.

Ma bando alle cure, e sian sommersiTutti gli affanni nel profondo obblio.

O figliuoli dAdam, grida natura ,

Onde i tormenti? io vi farò tranquilli,

Se voi non rubellate alla mia legge.

Vili.

Al Sig. Bernardo Morando .

Bernardo , in grembo a Lombardia famosaVoi dimorate, colà dove regnaCerere Italiana , e vi rinversaCortesemente 1 or delle sue spiche :

Si fatto favellar non è mentire,

Non è per certo; io contrastar non voglio;

È grave infamia fare oltraggio al vero :

Ma chi mi negherà, che le midolleDel terren grasso, e da cotanti fiumiBene irrigato , non ministri al SoleVapori grossi a condensar ben V aria ?

Or io potrei narrar, che di qui nacqueIl volgar biasmo alla città di Tebe :

Ma non è daizzar col nudo ditoLa collerica vespa: i Littorani,

Quali noi siamo, abitator di scogli,

Hanno candide Aurore , Esperi puri,

Ciel di zaffiri. Oh non mi s empion 1' aje ,Non sentonsi scoppiarvi i coreggiati.

Che monta ? Or or della famiglia il padreGrida per casa; si risparmi il pane,

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