PARTE II.
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XX.
'Al sig. Jacopo Gacldi.
Caddi, eh’ oggi sull’ lslro , e per li campiDella fredda Larnagna ami battaglieLa Giovenlute , e sia disposta all’armi,
Negar non oso , e negherò via meno ,
Che dentro i Dicchi della bassa Olanda Si rimirino popoli feroci.
Più tosto affermerò, che di buon gradoAllo squillar di matlulina trombaLascino il sonno , e che gravarsi il dossoCon ben soda corazza , e porsi il pesoD’impennacchialo elmetto in sulla fronteIlan per trastullo , ed acconciarsi in spallaUn moschettone, il ci diranno i Terzi,
E della brava Spagna i gloriosi
Mastri di campo : ora assommiamo , o Gaddi
Dico, che nella Fiandra, e nella Francia ,
E che, dovunque il Sol mostra i capegli ,Nascono destre da vibrare un'asta }
Da stringere una spada , ed avvi genteDa piantar palme sulla lor Tarpea .
Tutto vi posso dir : bella FanciullaAppiattar non si deve ; e similmenteSincera verità non vuol tacersi ;
Però così parlai : ma d’ altra parteForte contrasterò , che nè per Fiandra ,
Nè per dovunque il Sol mostra i capegli,Genie leggiadra mirerai, che agguagliLa leggiadria dell’Italica gente.
Chi muoverassi a contraddirmi? E doveCalzar potrassi un a gentil scarpetta ?