PARTE II. 3rg
Puossi egli perdonar ? perdere il tempo1 d sillabar parole ? iu tesser versi ?
E cosi dunque vii 1’ umana vita ,
Cli’ ella si debba consumare in ciauce ?
Quivi bulico le palme iu sulla panca,
E volsemi le reni, e va con Dio ,
Pur borbottando. Io pien di meravigliaRimasi senza spirto, e senza moto,
Come la statua del Gigante in piazza :
Scossimi al fine , e mi tei vivo , e mecoEresi a cosi parlar : Dove siam noi ?fe pur questa Firenze ? or donde apparePersonaggio si fatto, che divulgaCosi pronta sentenza ? e dà sul visoUn fregio d’ignoranza all’Universo ?
Come fìa ciò? se il Varchi era intellettoAcconcio a penetrar gli alti segretiPiù chiusi di Natura; e s’ ei sapea ,
Quanto veracemente egli sapea ,
ISon sapev’ ei, che poetando egli eraDegno di colpa ? il poetare è ciancia ?Disperdersi la vita iu poetando?
Ab sciocchezza ! ah bestemmia ! adunque in vanoCantò l’Argivo, ed il Roman ParnasoL’ira di Achille, e la pietà d’ Enea ?
Si dicendo mi accesi, e per disdegnoRattei col piè le lastre, e misi un grido:
più , non più ; chi m’ apparì fa larva,
Se non fu bestia. Or, Cicognino , ascolta ;tu P mero in sulle rive d’ Elicona a amente per sè fesse ghirlanda,
' commettesse eri-or nell’ arti sue,
, ie ai ebbe egli atlor ? certo non altro ,V °» a ^ r } 1 Qoslre Rocche a gran sorrisi :
Ma se nel suo mestier Galeno inciampa»