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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE II. 3rg

Puossi egli perdonar ? perdere il tempo1 d sillabar parole ? iu tesser versi ?

E cosi dunque vii 1 umana vita ,

Cli ella si debba consumare in ciauce ?

Quivi bulico le palme iu sulla panca,

E volsemi le reni, e va con Dio ,

Pur borbottando. Io pien di meravigliaRimasi senza spirto, e senza moto,

Come la statua del Gigante in piazza :

Scossimi al fine , e mi tei vivo , e mecoEresi a cosi parlar : Dove siam noi ?fe pur questa Firenze ? or donde apparePersonaggio si fatto, che divulgaCosi pronta sentenza ? e sul visoUn fregio dignoranza allUniverso ?

Come fìa ciò? se il Varchi era intellettoAcconcio a penetrar gli alti segretiPiù chiusi di Natura; e s ei sapea ,

Quanto veracemente egli sapea ,

ISon sapev ei, che poetando egli eraDegno di colpa ? il poetare è ciancia ?Disperdersi la vita iu poetando?

Ab sciocchezza ! ah bestemmia ! adunque in vanoCantò lArgivo, ed il Roman ParnasoLira di Achille, e la pietà d Enea ?

Si dicendo mi accesi, e per disdegnoRattei col piè le lastre, e misi un grido:

più , non più ; chi m apparì fa larva,

Se non fu bestia. Or, Cicognino , ascolta ;tu P mero in sulle rive d Elicona a amente per fesse ghirlanda,

' commettesse eri-or nell arti sue,

, ie ai ebbe egli atlor ? certo non altro ,V °» a ^ r } 1 Qoslre Rocche a gran sorrisi :

Ma se nel suo mestier Galeno inciampa»