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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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Si8 IUÌIE DEL ClIUlUlElU.

Ma se le nostre colpe hanno dal sonnoAl fin svegliata la Giustizia eterna,

Nuli 1 altro omai, Pozzobonelli, avanza,Salvo pentirsi , ed emendare i falliCon cor dolente : Io , se ne presentiNon vi vedrò, vedrovvi a miglior tempo.Non siam nati a fornir tutti i desiriQuaggiuso in terra; ha da quetarsi lAlmaE pur colla ragion farsi felice :

Che se nelle maremme, e se nellertoDegelidi Appennin troviam riposo.

Ivi è Sparta , ivi è Atene , ed ivi è Roma .

XXII.

Al sig. JacinLo Cicognino.

V

Jacinto , 1 altra sera io mi posavaSoletto, come soglio , ad un LibrajoColà presso le scale di Badia.

Altendeansi da me le ventiquattroPer venirmene a vegghia , e passar loreAl bellissimo giuoco di picchetto;

Ed ecco un uom togato. Avea costuiLe mascelle ingombrate di gran pelo,

E le ciglia aggrottate ; a rimirarsiUno straniero : a sorte volse il guardoAlle rime del Varchi , e stette alquantoPensoso, e poscia dispettoso disseVerso di me, che lui giammai non vidi:Puossi egli perdonare? Un intellettoAcconcio a penetrar tutti i segretiPiù chiusi di natura ; un uomo usatoA passeggiare collo Stagirita ,

Noto neliAccademia di Platone :