PARTE li. 321
Come suolsi lalor, tutta la piazzaIn lui rivolge il guardo, oguun 1’ addita :
Dice Pietro a Simone : Ecco il gran Saggio »
La ragion degli Eccentrici, la normaDegli Epicicli ei sa. L’ altro risponde :
O fortunato il Padre, un uomo in terraSaper tanto del Ciel ? gran meraviglia ?
Tal si favella di costui, che dottoD’ alta ignoranza va formando il Cielo,
Come gli sembra : e d’ altra parte ascoltoDir parole di fiel ver gli Alchimisti:
Gente affumata , e di carbon ritinta ,
Cui rubano il cervel bocce , e fornelli ;
Per se non buona, ed agli amici odiosa,
Che tracciando ricchezza, al fine è predaDella fuggita poverlate. Or ioFermar non voglio la plebea sentenzaDel vulgar Tribunal : la plebe è bestiaDi cento teste, e uou rinchiude in loroPur oncia di saper; possa, o nou possaPer industria mortai crearsi f oro ,
Io non lo so , nè tuttavia m’ accerto,
Cbe le ruote del ciel siano massicce,
Nè che degli ammirabil volgimentiAlcun possa quaggiù farsi maestro ;
Ma facciasi ; qual prò per la cittade ?
Che il cittadin sia sperto degli Ecclissi,
Degli Orti delle stelle , e degli Occasi.
Qual guerra vincerà ? quali edificiVr to s °heve r à per adornarla ?
Ma Alchimista non travaglia a voto ;
Ei cerca V oro , ei cerca 1' oro, io dico ,
Ch et cerca 1’ oro ; e s’ ei giungesse in porto »Fora ben per sè stesso, e per altrui.
L oro e somma possanza iufra mortali.Chiabrera Voi, 11, zi
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