Buch 
2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
Entstehung
Seite
327
JPEG-Download
 

PARTE IL Sa 1 /

Fossi, come un Àrsacide , non sono ,

Non son , così vivendo , altro che un Irò ,

Non altro che un Tersite . È nobil Curzio,

Che spronando giitossi entro lo speco ,

E la patria salvò: Nobile c Decio,

Che offerse la sua testa , e trovò scampoAlla superba rupe di Tarpea :

Ma chi vien dalle reni d un Eroe,

-Ne sa fare az'ion , salvo plebea ,

Castra sua nobiltà. Regna una scuola ,

0 Gavotlo, oggidì, che nobiltateSia non far nulla in sulla terra ; bastaDa che la bionda Aurora esce dal cielo ,Finché Febo si tuffi in grembo a Teli ,

Battere il becco , e ben grattar la pancia ;

E però fa ritorno il secol d oro.

Ho detto assai , perchè scherzando io vergoUn domestico foglio , e frodo il sonno ;

Ma se corressi laltra via, che corseQuel da Yenosa, io chiamerei gli scettri,Chiamerei le corone; e chiederei ,

Chi del Figliuol di Dio guarda la tomba ?

Chi bee dentro il Giordano, e chi riposaDel gran S'ionne e del Carmelo all ombra ?

XXVI.

Al Sig. Vincenzo Verzellino.

In spalmata Galera io mene 8*®;^Vincenzo , a mezzo Aprii versoNella poppa sedea genie diversa ,

Ma duo Romani facean gran contras »Sopra le cose da pregiarsi in terraFra i popoli formati da Giap« l °*