3^8 rtme del Cuiabrerà.
Dicea Guallier : Posso portare in pettoLa croce bianca e la vermiglia , proviCol suo tesor Gisgou di gire a Malta ,
Nato di terra come un fungo : scosseLe tempie Iroldo , indi soggiunse : IllustreSarò , se dotto spenditor , se coco ,
E se dotto ruffìan non mi vien meno.
O tordi, o baccelloni! argento ed oro,
Oro ed argento fanno 1’ uomo altero.
Sorga del Re lo sdegno , e caschi un GrandeDella gran Spagna , e dipelato vada ,
Poi trovi un ganapan, che pur gli dica,Vuestra mercè. Così diceva Iroldo.
Quivi mi venne in cor che quel gran FanteDopo date le leggi a tante gentiFu rimandato a pasturar sua greggia ,
Àllor ciascuno si guatava in viso ,
E dicea : qual misfatto ? Ha per venturaCostui manifestati i gran segreti?
0 falsamente impressi i gran sigilli ,
Come Mazzocchio? No : sua colpa è scura,Ma dal terreno Giove egli è percossoColla folgore acuta; ei n’era degno:
Avea fumo più eh’ Etna ; un pentolinoGià lo sfamava il dì di Pasqua , ed oraAl Briccone putivano i Fagiani :
Posso memoria far del gran Pasquale ,Custode de i tesor ; costui bramosoPur d’ avanzarsi e di vestirsi d’ostro ,S’avvenne in un cortese manigoldo,
Che il nudo tergo gli coperse a rosso ;Porpora d’ una scopa, e fragil vetroOve s’appoggia j a grandezza umana.
Vendo io menzogne? Se io le vendo, dica ,Dica la ventale il Dragoniero :