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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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3^8 rtme del Cuiabrerà.

Dicea Guallier : Posso portare in pettoLa croce bianca e la vermiglia , proviCol suo tesor Gisgou di gire a Malta ,

Nato di terra come un fungo : scosseLe tempie Iroldo , indi soggiunse : IllustreSarò , se dotto spenditor , se coco ,

E se dotto ruffìan non mi vien meno.

O tordi, o baccelloni! argento ed oro,

Oro ed argento fanno 1 uomo altero.

Sorga del Re lo sdegno , e caschi un GrandeDella gran Spagna , e dipelato vada ,

Poi trovi un ganapan, che pur gli dica,Vuestra mercè. Così diceva Iroldo.

Quivi mi venne in cor che quel gran FanteDopo date le leggi a tante gentiFu rimandato a pasturar sua greggia ,

Àllor ciascuno si guatava in viso ,

E dicea : qual misfatto ? Ha per venturaCostui manifestati i gran segreti?

0 falsamente impressi i gran sigilli ,

Come Mazzocchio? No : sua colpa è scura,Ma dal terreno Giove egli è percossoColla folgore acuta; ei nera degno:

Avea fumo più eh Etna ; un pentolinoGià lo sfamava il di Pasqua , ed oraAl Briccone putivano i Fagiani :

Posso memoria far del gran Pasquale ,Custode de i tesor ; costui bramosoPur d avanzarsi e di vestirsi dostro ,Savvenne in un cortese manigoldo,

Che il nudo tergo gli coperse a rosso ;Porpora d una scopa, e fragil vetroOve sappoggia j a grandezza umana.

Vendo io menzogne? Se io le vendo, dica ,Dica la ventale il Dragoniero :