Buch 
2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
Entstehung
Seite
332
JPEG-Download
 

3%Z RIME DEL CllUBRERA.

Da maneggiar , quando che sia , la marraPer servire a Pomona , e in un Leneo ;Ciascun di loro io chiamerei su PiudoA nome Meualcheltn e Titirillo.

Erano scalzi, e tutti quanti in zucca,

E con semplice mano ergesti daieuaCctal città sul margine marino ;

Vedeansi i muri cot liuati , e fuoriSpingersi i baloardi, e d'ognintornoCorrere i fossi ; pervenuto al colino11 forte fanciullesco, alto gridaloGli Anfionetti delle nostre ville:

AJgieri, Algieri , Algieri, e col rimbomboDella bocca sparar s udian bombarde ,

E colle palme percuotendo il pettoToccavano tamburi. In quel momentoPur dall' aura sospinto un picciol fiottoAssaltò la fortezza, e la disperse,

E via la si portò dall' altrui sguardo :

I ragazzetti riguardando il cieloTrassero giù dal fianco un Oh ben lungo,Ripieno di dolente meraviglia :

Ed io sorrisi alquanto ; indi chiamaiA segreto consiglio i miei pensieri,

E favellai dentro del eore : 0 quantiNon Bimbi no, ma pur col pelo in mentoPerdonsi a fabbricar , non sulla sabbia ,

Ma nel voto dellaria, e fra le nubi?

Cuneo diletto, alcun nudre la vitaCon latte di dolcissima speranza.

II mio Parente è vecchio e senza prole,Domane, o laltro se nandrà sotterra,

Ed io mi leccherò quel buon retaggio ,Dunque sguazziam : ciò detto, eccolo in biscaA tentar sue venture infra le zare