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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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TAftTE li. 33 r

A ciò parlare ogni palagio è muto,

Tacene ogui Rialto; e pur Bellona,

O Forzano , perciò vibra la spada ,

E perciò , della Morte aspra compagna ,

Feste mena la falce, e d' ognintornoFa per laria volar vedove strida :

Cosi comanda il Correttov del mondo ,

Cui non consente serenar F aspettoL' ostinata malizia de mortali.

Ma fìa chi dica : Gabbriel ChiabreraVestir si vuol la cappa del Bitonto ,

E consacrar Parnaso. Ei non rammenta ,

Che forte impresa è drizzar l'anca a i cani.Forzan, parla costui come un Catone ;

Non è , che por le dita entro a vespai ;

E però tacerommi. Or tu ritornaCon lento passo alle dilette scole,

Metti Terenzio in scena, e spargi lumeAllo scuro parlar del Venusino ;

O pur ti reca nelle mani i versi,

Ove è descritta la pietà dEnea ;

Versi , che fanno vii canto di CignoLungo il Caistro in sul morirsi ; versi,

Che nell orecchio altrui scemano il pregioDelle vergini figlie dAcheloo .

XXV1H.

A.I Sig. Niccolò Cuneo .

stagion che tutto adornoF a Zehro vedersi alla sua Clori ,

. io godeaini il mar lungo la rivaDella Legine nostra, ivi sul letto v,

Scorsi bamboleggiare un drappelletto