334 RIME DEL Chubreiu.
Poteva egli il Cappon meglio arrostirsi ?
Un color d’oro; ragiouiam dell’oglia.
Onde la Spagna è ghiotta ; alme vivande"Vivande per un morbido palato ,
E dottrinato in scola d’Epicuro .
Deggio parlar del viu ? Vuoisi egli d’oro?Vuoisi egli di rubin? Tutti cran quivi,
Ciascun soave, e dava morsi e baci,
Almo licor disgombrator di noje,
E fondator della mortai speranza.
Tal godeasi per noi; quando repenteDa’ sette colli si spiccò rimbombo ,
Che tutte folgorò nostre allegrezze ;
Ah falce odiosa d'importuna morteChi mai terratti a freno? Anni fioritiDi ben robusta età, santi costumi,
Senno assegnato alle stagion canute,
Non ha fatto men ratti i tuoi furori ,
Come fiero Austro in un momento abbatteMirto splendor della natia sua riva,
Tal del nostro Gavotli ella divelseLa di virtù si carca gioventude,
Onde piange Savona in veste negra ,
E dovrebbe a ragion rader le chiome.
Dunque s’ uom peregrino in questo vernoDella vita mortai spera, o Ferrerò ,
Sereno agli occhi suoi non fuggitivo ,
Ei ben puossi onorar tra i scimunitiD 1 una bella ghirlanda. 0 folle, o stoltoNoccbier, che lascia in terra e scalmi e remi,Aver credendo pur mai sempre il ventoSoave in poppa; ei salterà per proraImperversando, e chiederà la forza,
Ed il sudor delle nervose braccia.
Però godiamo, se ne vien gioconda