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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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334 RIME DEL Chubreiu.

Poteva egli il Cappon meglio arrostirsi ?

Un color doro; ragiouiam delloglia.

Onde la Spagna è ghiotta ; alme vivande"Vivande per un morbido palato ,

E dottrinato in scola dEpicuro .

Deggio parlar del viu ? Vuoisi egli doro?Vuoisi egli di rubin? Tutti cran quivi,

Ciascun soave, e dava morsi e baci,

Almo licor disgombrator di noje,

E fondator della mortai speranza.

Tal godeasi per noi; quando repenteDa sette colli si spiccò rimbombo ,

Che tutte folgorò nostre allegrezze ;

Ah falce odiosa d'importuna morteChi mai terratti a freno? Anni fioritiDi ben robusta età, santi costumi,

Senno assegnato alle stagion canute,

Non ha fatto men ratti i tuoi furori ,

Come fiero Austro in un momento abbatteMirto splendor della natia sua riva,

Tal del nostro Gavotli ella divelseLa di virtù si carca gioventude,

Onde piange Savona in veste negra ,

E dovrebbe a ragion rader le chiome.

Dunque s uom peregrino in questo vernoDella vita mortai spera, o Ferrerò ,

Sereno agli occhi suoi non fuggitivo ,

Ei ben puossi onorar tra i scimunitiD 1 una bella ghirlanda. 0 folle, o stoltoNoccbier, che lascia in terra e scalmi e remi,Aver credendo pur mai sempre il ventoSoave in poppa; ei salterà per proraImperversando, e chiederà la forza,

Ed il sudor delle nervose braccia.

Però godiamo, se ne vien gioconda