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PARTE II.
Fortuna in viso ; ed apprestiamo il coreA contrastar con lei, s’unqua s’ adira.
XXX.
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sii Sìg. Pier Maria Carminati.
Allor che corre il Sol tra sesta e nona ,Io seguendo mio stil, faccio ritornoAl nostro non grandissimo Rialto ,
E quivi sento bucinarsi, e molti
Far capannole , e divulgar novelleNominando Corrieri : arde di sdegnoL’ empio Luteranismo di Sassogna ,
E gonfia coutro il Ciel trombe d’inferno.
Ma d’Austria l’asta imperiai difende ,
Pur come suol, del Vaticano i pregi,Incoronata d’ ogni onor Famiglia :
Io fatto schivo di pensier funesti,
Rivolgo il tergo, e lungo il mar tranquilloVerso l’amata Legine m’invio,
Erma mia stanza : qui risplende il cieloCome zafGro ; e qui verdeggia l’erbaCome smeraldo, ed ogni fior d’AprileLiberal d’ogni odor quivi sorride :lo fatto lieto vagheggiava ; ed eccoMuovere verso me gente di villa,
Fosca lo sguardo, e rimirando a terra,
ia mau
iss> loro: onde cotanto affanno?
nercoteansi
p a -'-'A.V # UUUW UUlfcUUU aiiilLIUU .
Ora 88'o amici • un ne nner» • ali anni |
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, -- ucua peste mise
ondo d ogni mal queste contrade ,i’ per fante vegniam manco. Aratri
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