342 RIME DEL ChIAERERÀ.
Alla sposa gentil furono intornoPer adornarle il fior della beliate ;
Ma con esse Ferusa, Erinomea, a
Succinte i fianchi, e coturnate i piedi,Aperser loggia , ove le regie menseInnalzar si doveano , inclita loggia ;
Loggia ad altri Imenei non mai dischiusa:Con ceuto alte colonne ella risplendeD’almo cristallo, a riguardar lucente,
Cui la base facean tersi ametisli,
Tersi coralli il capitello, e sopraSi vedea sfavillar fregio , e corniceDi scelto e serenissimo zaifiro :
Le salde lastre, ove riponsi il passo ,
Eran berillo , e biancheggiava il tettoDi compartite in oro ampie conchiglie ,Che già chiusero in grembo Indiche perle:In tal soggiorno le leggiadre ancelleSpendevano i pensier sull’apparecchioDe’gran conviti, e già nel mar discesaS’appressava Giunone a’gran palagi.
Allor diè fiato alla canora conca ,
E rigonfia Triton 1’ umide gote.
Così chiamata la cerulea CorteTutta adunossi ne’reali alberghi;
In mezzo a cui mirabilmente adornaGioconda a riverir mosse AnfilrtteL’alma Giunone; e quando pose il piedeSulle gran soglie, essa inchinolla , e posciaFe’ dal petto volar sì fatte note :
Forse fia stato grave a vostra AltezzaIl sì lungo sentier ; ma tanto onoreSuole a ciascun venir dal vostro aspetto,Ch’ io non seppi frenar le mie preghiere :Così disse Aiì titrite ; a cui rispose