PARTE TI.
La suprema Re'iua delle nubi :
Dolce mi tornerebbe ogni faticaA te servendo, che colauto onoro:
Or che dirò, che di tue grazie godo?
Cosi risposto s’avviaro doveSplendea stanza dorala , e lietamenteIvi posaro in su dorate sedi ;
Nè molto audò, che'l Correttor de i ventiSeco in mezzo di Libico e di CoroZefiro scorse : ei di fiorita etateVolgea lucidi sguardi , e d' aurei fioriGl’ innanellati crin tutto cosparso,
Moveva appresso al suo signore il passo ;Ma come furo all*alte donne innanzi,
Elle s’ alzaro dalle sedi : allora
Piega il ginocchio, e con leggiadri accenti
Genlilmenie la lingua Eolo disciolse :
Del gran l’avere, orni' egli è fatto degnoDal tuo benigno spirto , alta Reina ,
Viene questo fedele a darti grazie ,
Ed io con seco: in ascoltando fassiZefiro presso ad Anfitrite , e baciaI ricchi lembi della regia gonna ,
Ed a Giunon non men : lieta AnfitritePoscia, eh’ all’ accoglienze è posto fineA se chiamò la giovinetta sposa ;
Ed ella venne, ed appari siccomeIn verde prato un arboseel fioritoAl vezzeggiar di Primavera , o qualen ciel si mira l’ammirabile lri,
G tra belle aure la rosata Aurora :
Era sua gonna di cerulee setek erpeggiata d’argento ; e l’aurea chiomaSplendea raccolta con gentil lavoroTra reti d oro ; in cosi nobil pompa
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