34-3 RIME DEL ChIÀBRERA.
£ di pietate e di fortezza esempiNegli avi antichi le mirando espresso :
Ei come certe le novelle intese
Del furor empio , che metteva a terra
Degli Italici scettri ogni salute,
Lasciò la sede di Monselce , e rattoE tutto ardente ad Aquilea sen corse :
Ivi col brando invitto , e col sembianteCoraggiose tornò 1’ alme smarrite ;
Ma per quel tempo su nojose piumeLaoguia cruccioso, e sostenta con iraNon lieve angoscia di ferite acerbe :
E non per tanto ne i celesti chiostriL’eterno Regnator scelto l’aveaSommo campion dell’assalile mura;
Ei su nell’ alta regi'on stellante
Ove dà legge, e tiene a freno il mondo
Ver Pietro suo fedel così dicea
Pure in guisa mortai con note eterne:
Credesi il cor dei colà giù regnanti,
Che qui nell'alto ciel non sia chi regni;
E però sorge la malizia , e quinciVeggonsi fulminar nostri disdegni :
Provollo Acabbo , e di colui lo scempioCh’ in Gelhoè se stesso ancise, ed oraEsempio non vulgar ne <ìa Menapo ,
E seco 1’ Unno al Vatican rubello:
Ecco ei s'affretta minaccioso, ed ardeDi porre in fiamma , e dare in polve al ventoIl tuo sacrato e veuerabil tempio ,
Ma noi farà : via se ne vien veloceE tassi da vicino il gran momento ,
Ove egli,ha da saldar tauti suoi torti:
Moverà giuste le bilancie , e tronchiFiau per io scampo suo tutti i perdoni: