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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE II.

Si disse, ed a quel dir d eterei lampiTutti i campi del ciel furo cosparsi :

Ma giù nel mondo ad Aquilea d intornoFremeva Aletto invenenata i criniD angui fischiami , e seco alto MegeraDivampava da gli occhi incendio dira ,

E cruda nei sembianti empia diceva :

Ornai lanno secondo il Sol rivolge,ChAitila mosse dalla patria sedeE qui fra larmi e fra gli assalti ognora^ia più superbo questo popul trova ;

Tenor di fama ad ascoltarsi indegno :

Nulla può dunque linfernal possanza?

-A che più travagliar? tutte le palmeSono serbale al guerreggiar dei cieli;

Che si frangano in pezzi , e sia confortoLo struggimento lor de gli occhi miei :

Tal bestemmiando fìsse il ciglio in terra ,

E battendo le palme ella soggiunge :

Di che paventa ? e che sostieu d' affannoPer esso noi questo Menapo ? ei sempre ,

Ei sempre a lato alla consorte amataGode di lei come in stagion quieta,

E eoa pompa adornando il fior de gli anniSa rallegrar la principessa Agave:

Se dilettando iu così uobil figlia ;

Ed è chi lascia le natie contrade,

E veste usbergo, ed il morir disprezza,^^ esa di lui; gran meraviglia :Condotto ha di Sehiavoni inclite spadefiero Adrasto , e qui 1 Italia è corsa :tv* dacciar popol di Marte ;

a so Foresto è chi mi tiene in forse ,chi mi toglie l a speranza ; stirpe