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PARTE TT.
0 corre Libia ad adorar la croce?
Tal Tesifone disse ; e quivi AlettoCon occhi biechi e con lerribil suono ,Dammi J’ orecchio : il Regnalor degli Unni1 sede colli d’atterrar bramosoE posto in corso ; ma non ba fortezzaA farsi aperte d’Aquilea le mura :
Menapo i preghi , e le minaccia spregia ,E franco per valor d’ almi campioniMena in mezzo agli acciai’ vita gioconda ;Ma non il campo nostro indietro torniForse annojalo dall’ indugio, o forseDatosi al disperar , prendo paura :
Dr chi farà divieto a’ nostri scorni ?
Chi 1’autecesserà ? da porre in opraForza ed ingegno non è questo il tempo ?Allor traendo per furor mugghiTesifooe gridò : non (la per certo ;
Nè punto cessa, ma volando asceseSu negre piume alla città steccala ,
E come ella si sfaccia a pensar prendeQual non ricco pastor, cui fa rapinaOdioso lupo , a vendicar si volgeCon sdegnoso pensier per varj modi,
Ed amerebbe di sbranar la belvaCon spessissimi colpi , ed a lei spentaEimproverar le pecorelle ancise ,
il mostro iufernal tenta , e ritentasue furie sbranar per varie strade ,e sa posar lo scellerato ingegno ;sor < E ,as * st anco in consigliar sè stessoAltin dispensi esercitar le frodi :
unque sotti! candido lin invola,
_ <be camicia dal vulgo usa appellarsi ,era ricco di Menapo arnese ;