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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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352 RIME DEL CtlIABREIU.

ludi ia Tal dÀcheronte egli sen vola ;

E dove rimbombando atra forestaTartaro inonda tra sulfurei gorghi ,

Ivi ben selle volte ella la bagna ;

Poi dellorride piume il negro voloTutto rivolge alle campagne apricheDel chiaro mondo; e dove erbette, e fioriSmaltano delle valli il chiuso gremboLa più soave primavera miete,

E lappestata tela empie dodori.

Mortale inganno; indi trovava AretaDell alto cielo al gran Rettor diletta.

Viveva Areta in solitaria piaggia,

Ma chiara molto ; di ciò, eh invogliaMostre vaghezze e che cotanto bramaIl forsennato mondo , ella era schiva :

Erano suoi conviti erba di prato ,

I rivi il suo Falerno ; e se per 1 altoFebo sferzava ad illustrare il Cancro

II cotanto di rai sparso Pìroo ,

O s ei facea col Capricorno albergo ,

Ella sul terren duro amava il sonnoDare alle stanche membra ; ed indi in pianti »Indi in sospiri , indi in preghiere ardentiFacea vedersi alla bontate eternaMercè chiedendo : il di costei sembiantePrese lo spirto abitator di Stige ;

Ed aspettò che la Reina ElviraSenza corte de suoi facesse chiusaDimora dentro dal reale albergo :

Aller fassi veder ; ma bigio involveManto sue membra, e di sprezzati veliTutta copria la scarmigliata chioma ;

Ambo le guancie di pallore otfese ;

E sotto il ciglio rosseggiavan gli occhi