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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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354 RIME DEL CulABRERÀ.

S 1 alcuna in tanto (luci puòlusingarmiNon vana speme, e se gli spirti afllittiOsano ricercar qualche sostegno ,

Solo il sanno trovar nel franco pettoE nellalta virtù del gran Menapo :

Or se pegno caro a me conservi,

Se mel difendi , io fin che miri il sole ,

I<in che 1 anima mia meco soggiornaNon sarò più di te, che di ine stessa ?

disse Elvira , a cui rispose il mostro :Non ti la mia man lalta venturaChe tanto apprezzi , ed accettar non deggli teuor delle lodi onde m onori ;

Lodisi Dio : nel così dir s inchinaSegno di riverir 1 altiera donna ;

più fe motto ; ma levossi, e sparve ;Sparve come talor nube di fumoAl trasvolar di boreal bufera;

Ma d Elvira i pensier furo sorpresiDa meraviglia, e le nudriro il pettoDi non usata in core uman dolcezza ;Corsero poscia le dorale roteDell almo Febo , e si lavaro in fondoDelle del gran Nereo piaggie ondeggianti,E diede bando alle cure aspre il mondo :Ma quando apparve lAcidalia stellaCara del chiaro giorno apportatriceSi mosse Elvira, e ritrovò MenapoSoletto in letto: ivi gli diè contezzaDella venuta vecchiarella , e comeLasciò lo scampo per la regia vita :

Al primo suon della novella uditaScossesi il P»e giocondamente, e sorseA seder sulle piume ; indi circondaTre volte il collo alla consorte amata