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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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Parte II.

Vostra virtù fin qui stata è siccomeArgine all innondar del fier nemico ;

E salvò la città ; ma quinci innanziCon più franchezza maneggiate Tarmi,

Che messaggio del eie] reca novelleDalto soccorso, e diceva: ed eccoLafferra giel , che fa tremarlo , e casca.

E gridò nel cadere - ahi che mi moro.Qual per cielo seren spande colomboL ali dipinte , e va cercando rivi ,

Ove lavar la dilicata piuma ,

Ma trova arcier, che bene esperto scoccaDardo impennato , e gli trafigge il volo ;Onde trabocca, e non temea del colpo,Tal di quel Re mal fortunato avvenne:Tutto cosperso di pallore ei versaSospiri odiosi di sulfureo fumoDall atra bocca , e fortemente anela ;

E vuol parlar , ma di parlare in veceEi scilinguava ; disse al fine : o duci ,

Al mio fan ci ni deh lealtate e fe :

Altro non giunse; e su quel punto lalmaSe ne volava alle magioni eterne:

Ernesto , Adrasto , e le seguaci schiereCiò rimirando non facean parola,

Ma T un ver T altro s affisava in volto :Come arator, se nelT alzar del giornoVede repente scolorirsi il SoleAllor , eh ei soffre dalla Luna oltraggio ,fascia laratro in abbandono, e guarda11 sorvenir dell affrettata notteQgombro di stupor , similemenleStette pensosa quella nobil turbav iri venir men del Re , poscia dogliosiuserò gridi, e riversando pianti