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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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358 RIME DEL ChiàERERÀ.

Faceano alto risonare omei :

Immantenente la città percossaFu dallaspre novelle, onde cordoglioTutte trascorse quelle vie funeste;

penò molto ad impiagar 1 orecchieDella donna reai : sul primier suonoFu quasi pietra ne sembianti ; ecl indiTornando viva ella scagliò lontanoL'aurea corona, e si divelse i crini , i,

E trasse mugghi di profonda angoscia :

Pur dianzi il ciel mi promellea soccorso, iEd or mi spoglia d ogni aita ? e doveDove appoggiarsi la mortai speranza ?

Fra questi detti ella fremeva , i fiumiSpargea di pianto in sulle belle guancie ;

E poi di novo cominciò lamenti :

Manti superbi , e regj letti, lettiNon più , ma tombe , a che dolente puntoOr mi traete P o me felice , s eraNascendo destinala a vulgar culla :

Misera Elvira ! in crude! stagioneChi ti fa schermo? chi ti serba il regno?

Chi scampo al fìgliuol ? dice, e prendeRapido corso a ritrovar le membraDel suo Re spento : ella incontrò per viaErnesto, Adrasto , che recava in braccioIl freddo corpo del Signore estintoVerso le stanze dell usalo albergo :

Essi come fur presso , e vider tintiDi mortai pallidezza i bei sembiantiDell'alta Do nna, e come scuro il guardo,

E delle chiome rabbuffato 1" oroCostretti da pietà sparsero pianto:

Ma la Reina quanto può savventaVerso il caro consorte , il collo cinge