362 RHIE DEE CltUBRERA.
Né questo giorno apparirà men forteLa mia possanza : sì parlando ei giunseAlla città mal fortunata; e quiviCon pronto ingegno esaminò le stradeDa porla in polve; e ritrovolle in breve:
Or discendendo dal Permesso ombrosoCantane Euterpe , e 1' una e I’ altra guanciaDi fresche rose colorita, o Clio:
Era d’ Elvira e di Menapo figliaLa giovinetta Principessa Agave;
Di cotanta beltà , di’ almi guerrieriPer lei giojosi distruggeausi in fiamma :
Uno era Adrasto del Signor , che regnaIntra fieri Scbiavoni unico erede ,
Chiaro per lo splendor dei bei sembianti,Chiaro per 1’opre del gentil costume,
Chiaro non men per la franchezza in armi ;Quinci sovranamente al Re fu caro ,
E caro insieme alla Reina Elvira ,
E se godean della bramata paceDell’inclita fanciulla, il facean sposo:
In tale stato egli lattava il core,
E nudriva il desire , e colai voltaFaceva atti d’anior per la speranza ;
E tempo fu , eh’ egli mandolle in donoAlto regalo; incatenale gemme.
Perle di Gange , e di Perù piropi ;
Quinci pendea scolpito in piastra d’ oroIl navigar dell’Agenorea figliaSul toro ingannator; vedeansi TacqueScherzar gioconde, e su per T alto T aure ;
E vezzeggiando il trasformato amanteDar baci al piè della beltà rapita :
Con sì fatto guerrier facea contesaD’ amore in campo ; e per le regie nozze